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Dilwica
una cacciatrice di anime uniche


Diario


7 luglio 2007

In cammino verso Santiago….

    Sono pronta, o forse dovrei dire sono partita…verso Santiago de Compostela, passo dopo passo vescica su vescica. Fra qualche settimana partirò veramente ma, come molti sanno, il viaggio inizia molto prima della partenza vera e propria e io questa partenza l’ho già effettuata. 

    Il cammino di Santiago è un cammino che affascina molti, l’idea di stare fuori un mese in cammino, di attraversare posti emozionanti affascina i più. Un tempo era un pellegrinaggio di fede, chi lo faceva lo faceva per un voto devozionale, oggi chi lo fa, lo fa per ritrovare se stesso o per provare un’avventura da poter raccontare e fotografare… insomma per fare aprire la bocca agli altri e dire: ohhhhhhhhhhh che bello! Così la devozione prende il nome di narcisismo. Su questo cammino, si sono sprecati fiumi di inchiostro, c’è chi lo racconta tappa dopo tappa e chi preferisce raccontarne le emozioni. I due viaggi così procedono di pari passo, quello fisico non fa che aiutare quello interiore e di fatto il più importante è proprio quest’ultimo. Basta leggere testimonianze e libri vari, tra questi il più sputtanato è quello di Coelho bravo a scoprire l’acqua calda, per registrare un mare di emozioni senza fine, emozioni che diventano come souvenir da andare a rintracciare quando ci si va al pari delle conchiglie, dei finti bastoni e delle finte zucche-borracce che a 6 euro vendono per la strada i commercianti di paccottiglia, per farti sentire parte del gioco anche a te. Ma i pellegrini sono altro, lontanamente altro…non è necessario arrivare a Santiago de Compostela o del Chile per i più volenterosi, per ritrovare se stessi o la fede per scoprire ciò che è a portata di mano. E’ come dire di voler andare in missione in Africa per aiutare i bambini morenti e al contempo, nell’uscire con le valige in mano, mandare a fanculo il barbone sotto il proprio portone. Il cammino di Santiago aiuta a guardarsi dentro non è altri che la metafora della vita, con le sue difficoltà e le sue gioie, ma lo si può fare anche in casa propria se si vuole veramente camminare interiormente, tutti i giorni prendendo il bus ogni mattina e sopportando il vicino di turno o di casa…e sarebbe l’unico modo per effettuare il vero cammino pellegrino, in quanto non sarebbe condito da nessun aspetto narcisistico poiché le gesta eroiche e le vesciche sono quelle che la vita porta ogni giorno a tutti senza esclusione alcuna, senza lode e senza infamia.

    Allora perché ci vai vi chiederete? Per turismo vi rispondo, puro turismo…e per comprare la conchiglia (simbolo del cammino) attaccarla sullo zaino e dire: sono stata a Santiago de Compostela, per poi ammorbarvi con le mie foto (che imporrò a tutti, nessuno escluso) affinché mi diate la soddisfazione di dirmi: ma che belle foto hai fatto, che fotografa che sei… nel mentre pensate dentro di voi: Oddio che palle ma che minchia me ne frega a me!

    Il cammino di Santiago un tempo era il riassunto del cammino della vita per molti era la vita stessa in quanto la terminavano sul percorso, oggi è trekking e avventura è souvenir e moda è il niente del tutto.
E' facile mettersi alla prova nei percorsi impervi meno in quelli quotidiani. E' per questi ultimi che sto camminando da 35 anni e ancora la meta la vedo lontana.




permalink | inviato da Dilwica il 7/7/2007 alle 11:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (25) | Versione per la stampa
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Il grande uomo

"Mantiene il suo modo di pensare indipendentemente dall'opinione pubblica.
E' tranquillo, calmo, paziente, non grida e non dispera.
Pensa con chiarezza, parla con intelligenza, vive con semplicità.
E' del futuro e non del passato.
Ha sempre tempo.
Non disprezza nessun essere umano.
Causa l'impressione dei vasti silenzi della natura: il Cielo.
Non è vanitoso.
Siccome non va in cerca di applausi, giammai si offende.
Possiede sempre più di quanto giudichi meritare.
E' sempre disposto ad imparare, persino dai bambini.
Vive nel suo proprio isolamento spirituale, laddove non giunge la lode nè la censura.
Ciononostante, il suo isolamento non è freddo: Ama - Soffre - Pensa - Comprende.
Quel che possiedi, denaro, posizione sociale, non significano nulla per lui.
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Disprezza la propria opinione non appena verifica di aver sbagliato.
Non rispetta usi stabiliti e venerati da spiriti taccagni.
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