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Dilwica
una cacciatrice di anime uniche


Pensieri


22 febbraio 2011

Voglio essere lenta

Javier Mariàs ne ha fatto un libro edito dalla Passigli e ho deciso di farne il manifesto della mia esistenza. In una società dove tutti corrono senza mai sapere dove andare, dove tutti si affannano per essere primi senza capirne di fatto il perché, dove tutti necessitano di emergere per convincersi di essere… io ho bisogno di fare inversione, di fermarmi e ripristinare ogni attimo per potermelo godere pienamente e senza avere rimpianti perché una volta che l’attimo è fuggito non può più essere ripristinato e goduto.

C’è un gusto particolare nello stare fermi su una panchina ad osservare chi corre e si affanna.

Sia in senso fisico che in senso lato.

Osservare chi riesce, correndo, a prendere un mezzo pubblico per non perdere un minuto e vederlo poi vivere i suoi 30 minuti seguenti piegato in due con l’affanno, paonazzo in volto e con l'infarto in agguato non ha prezzo (come lo slogan di una nota pubblicità), mi verrebbe da applaudire e dirgli: “Bravo! Per non perdere 10 stai perdendo 1000… complimenti per la scelta!”

Osservare poi chi si affanna a cercare un senso alla propria esistenza e non trovarlo nonostante tutto l’impegno che ci mette, invece è solo una gran pena e soprattutto una gran perdita di tempo che incentiva a dirsi: “non ragioniam di lor ma guarda e passa”! (Inferno, canto III, verso 51)

«  E io ch'avea d'error la testa cinta,

dissi: "Maestro, che è quel ch'i' odo?
e che gent'è che par nel duol sì vinta?".

Ed elli a me: "Questo misero modo
tengon l'anime triste di coloro
che visser sanza 'nfamia e sanza lodo.

Mischiate sono a quel cattivo coro
de li angeli che non furon ribelli
né fur fedeli a Dio, ma per sé fuoro.

Caccianli i ciel per non esser men belli,
né lo profondo inferno li riceve,
ch'alcuna gloria i rei avrebber d'elli".

E io: "Maestro, che è tanto greve
a lor che lamentar li fa sì forte?".
Rispuose: "Dicerolti molto breve.

Questi non hanno speranza di morte,
e la lor cieca vita è tanto bassa,
che 'nvidïosi son d'ogne altra sorte.

Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:

non ragioniam di lor, ma guarda e passa". »

(Dante Alighieri, Inferno III, 31-51)




permalink | inviato da Dilwica il 22/2/2011 alle 13:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


2 gennaio 2011

Silenzi…in rete

E’ un po’ che mi aggiro nella rete restando in silenzio. Leggo, ascolto…. Penso.

Penso talmente tanto che i pensieri si accalcano nella mente come una folla impazzita e rumoreggiante.

Nei  social network iperaffollati vedo solo una triste e sconfinata solitudine. Solitudini che si incontrano che provano a comunicare ma che non riescono a entrare veramente in relazione tra loro.

Vedo foto di gente che sorride ma non è felice, anche se indossa l’abito più bello e sfoggia l’accessorio più costoso. C’è di tutto:  coppie che si baciano, amici che si abbracciano, tavole imbandite, locali fashion, addobbi fantasiosi… e pose sexy. E’ lo spettacolo della gioia on-line reale tanto quanto il tempo del clik che lo ha generato.

Leggo frasi a effetto, frasi già preconfezionate, frasi scritte affinché il messaggio arrivi a chi si vuol far arrivare, frasi melodrammatiche per carpire un po’ di attenzione… parole lanciate nell’etere così … tanto per esserci, per sentirsi vivi, per convincersi di esistere.

Ciò che vedo e che leggo non mi inganna. Vado oltre e mi chiedo perché.

Perché  tanta insicurezza…

Perché tanta insoddisfazione…

Perché tanta superficialità…

Perché tanto rumore, quando basterebbe un po’ di silenzio per trovare la risposta a ciò che si cerca… nonché un bel po’ di coraggio per volerla cercare e conoscere.

Buon 2011.





permalink | inviato da Dilwica il 2/1/2011 alle 17:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (23) | Versione per la stampa


31 marzo 2010

Padre e figlio


Quando li vedo assieme mi sembra di vedere due immagini della stessa persona. Immagini che si differenziano solo dall’età che li separa e dall’altezza. Sono padre e figlio, stessi lineamenti, stesse espressioni, stessa sensibilità. Guardarli assieme sono uno spettacolo immenso.

Il piccolo scruta il grande di continuo, i suoi occhi assorbono ogni suo impercettibile movimento ed è commovente guardarlo nel mentre cerca di assomigliare in tutto al suo grande Mito: suo padre. E il suo Mito dal canto suo fa di tutto per non deluderlo. Ogni gesto ogni parola del padre, il figlio le vive come gesta eroiche da emulare e vederlo ridere di cuore agli scherzi che il suo Mito gli fa è commovente e divertente al contempo. Gli occhi grandi e limpidi gli si stringono riempiendosi di calde lacrime di allegria, le sue labbra si allargano a un sorriso immenso lasciando far capolino i suoi dentini da latte. Una risata argentina contagiosa e liberatoria che mette tutti di buon umore e lascia alle spalle ogni piccolo cruccio accumulato.

Ogni volta che li osservo l’anima mi si riempie di buon umore e la gioia della vita si impadronisce del mio essere. Non mi stancherei di osservarli per quanto sono belli assieme.

Vedo il piccolo e in lui rivedo il padre quando aveva la sua età e immagino come poteva essere. Guardo il padre e immagino e spero di rivederci il figlio fra un po’ di anni. Con qualche centimetro in più, e magari con l’augurio di qualche dispiacere in meno, ma con lo stesso cuore, la stessa anima, la stessa passione per la vita.





permalink | inviato da Dilwica il 31/3/2010 alle 13:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (26) | Versione per la stampa


7 marzo 2010

Loro.

Cammino per la strada, mani in tasca e sguardo all’infinito. Incrocio tanta gente, ognuno è preso dai suoi pensieri e dalle sue cose. Quasi tutti vanno di fretta, quasi a voler sfuggire al mio sguardo curioso. Provo a immaginare i loro pensieri e spesso dalle loro espressioni facciali, quasi quasi riesco a indovinarli. Pochi sono i sorrisi che vedo dipingersi nei volti, il più delle volte sono espressioni preoccupate. Tolto qualche giovane seduto su un muretto che sorride dietro il sogno accompagnato dalla melodia diffusa dal suo ipod e qualche coppietta ai primi baci, pochi sono quelli che ridono di cuore o che semplicemente sorridono. Sembrerebbe che ci sia un’apocalisse alle porte… se non fosse per LORO che invece mi guardano sempre bonariamente con i loro volti sereni che sorridono sempre, ogni volta che il mio sguardo si posa su quei visi distesi. Volti rassicuranti che esprimono serenità, pace, tranquillità e soprattutto fiducia. I loro sguardi sono dolci e protettivi e anche se il mondo intorno a me grida che l’apocalisse è alle porte, mi sento rassicurata dalla loro presenza. E allora cammino con più sicurezza sulla strada e alzo la testa tronfia di quella protezione e rassicurazione che mi infondono. Non importa poi, se nel mentre vado a spedire i curricula per trovare un lavoro meno precario inciampo e mi distruggo una caviglia, che nel mentre cado mi tuffo nell’unica pozzanghera fangosa presente e mi sporco l’unico completo decente che ho, per poter affrontare l’unico colloquio di lavoro che sono riuscita a ottenere proprio quel giorno per quel call center, in cui non mi pagheranno niente se non venderò quel meraviglioso e utilissimo pulisci culo elettronico che ti permette di staccare la carta igienica dal rotolo senza usare le mani. Ma che importa, nell’alzarmi basta che sollevo la testa e guardo loro che mi sorridono e mi rassicurano profondamente come una mamma con il suo bimbo e tutto passa all’improvviso. Non c’è niente e nessuno che possa sconvolgermi, ci sono loro sempre loro, con i loro sguardi fissi che ti osservano da qualsiasi posizione io mi trovi, sempre pronti a tendermi una mano………. con quell’indice puntato che indica il segno del partito_Dio che mi salverà se il giorno delle elezioni lo segnerò. E io voterò per riconoscenza e farli felici, ma sempre e solo Antonio, per non smentirmi mai.




permalink | inviato da Dilwica il 7/3/2010 alle 18:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (16) | Versione per la stampa


17 gennaio 2010

Bivi

Ci sono delle volte in cui non ci si rende conto che volendo fare del bene in realtà si fa del male. Delle volte in cui l’espressione del proprio affetto rischia di soffocare l’altrui libertà di essere. Allora in quei momenti non si sa più come comportarsi. E l’unica cosa da dire è: scusa.

Sono quei momenti in cui, il cuore non lo si può ascoltare e la mente suggerisce solo di fare silenzio e di attendere che siano gli altri a muoversi per primi quando sentiranno di volerlo fare.

Spesso mi ritrovo in questo bivio: tra il volermi esprimere per quello che sento e sono o il dover modulare le mie espressioni di affetto per evitare di essere invadente nella vita altrui.

E quasi sempre qualsiasi scelta faccio temo sempre di aver sbagliato.





permalink | inviato da Dilwica il 17/1/2010 alle 22:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (33) | Versione per la stampa


31 dicembre 2009

Anni che vanno anni che vengono...

E un altro anno se ne va,

e tutti diventiamo più saggi (magari!)

e tutti ora stanno a provarsi le mutande rosse

e tutti stanno dal parrucchiere a farsi belli

e tutti stanno sistemando i cibi in cucina

e tutti che stanno cucinando le lenticchie

e tutti stanno contando i botti da sparare

e tutti stanno spolverando vestiti e lustrini

e tutti stanno mettendo al fresco lo spumante

e tutti non vedono l’ora di festeggiare il nuovo anno che arriva e che arriva sempre come quello vecchio (che beeeela novità yehaaa)

e tutti che sognano grandi amori e scopate megagalattiche

e tutti che inviano sms a raffica

e io cazzo che spegnerò tutti i cellulari perché odio gli sms di auguri , che non metto le mutande rosse, che non bevo nemmeno sotto costrizione, che sono allergica ai lustrini, che odio i botti, che vado tutti i giorni dal parrucchiere tranne a capodanno (provateci ad entrare e vedrete),ecc ecc… ho solo un unico grande problema: mi sono dimenticata di comprare l’agenda nuova che tra l’altro non userò mai ma è una mia antichissima tradizione personale….

Buon anno eh.



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27 dicembre 2009

L’equilibrista

    La vita è come il filo di un equilibrista. Si stende sottile davanti a te e non ti promette certezza alcuna. Non importa quante volte si cade nel percorrerla l’importante è avere la determinazione di volerla percorrere tutta fino alla fine e la consapevolezza che vale sempre la pena di volerci arrivare. Ogni caduta può avvenire in un modo diverso e in tempi diversi ma fa male sempre, non esiste caduta senza dolore. L’obiettivo è però più forte del dolore e fa sì che si ritenti sempre ogni volta con una determinazione più nuova e più forte.

Sono piena di cicatrici, non mi si può vedere per quante ne ho. Eppure stringo i denti e continuo passo dopo passo a violare quel filo teso. Anche ora sono su quel filo, un filo profumato e morbido, un filo prezioso che ho il terrore di rovinare con la mia presenza malconcia. Guardo avanti e cerco con lo sguardo l’orizzonte di quel filo, non lo vedo ma so che c’è. Intorno a me due baratri infiniti attendono la mia prossima caduta, se ci penso conosco già il dolore che proverò qualora cadessi, mi guardo il corpo e non vedo spazi per aggiungere ulteriori cicatrici ma so che se cadessi di certo lo spazio si troverebbe.

Forse sto per cadere di nuovo e mi farò di nuovo male…

o forse no…

tantovale proseguire piano piano. Vivere è  la meta.






permalink | inviato da Dilwica il 27/12/2009 alle 22:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (23) | Versione per la stampa


17 dicembre 2009

Regali

   

Solitaria mi trascino passo dopo passo tra le vie del centro. Avvolta nel mio piumino e sommersa dentro un cappello floscio che mi trasforma in un puffo rosa, mi lascio attrarre dalle mille lucine colorate intermittenti dei negozi. L’imbrunire è il mio orario preferito quello che permette all’ atmosfera natalizia di esplodere e di far montare le emozioni. Il freddo mi graffia le guance con le sue unghie affilate come lame…ma non mi do per vinta, procedo nel mio andare. Dalla mia testa, come fossero fumetti, escono tante nuvole piene di pensieri e idee. Guardo gli oggetti esposti e cerco di collegarli ai volti di chi potrebbe riceverli. Ogni anno ne ho sempre meno da fare. Perché ogni anno diminuiscono le persone a cui sento veramente di volerli fare per amore e con amore. Ma ai pochi rimasti ci dedico tutta me stessa.

    Mi piace fare regali, li faccio sempre e come al solito non amo farli quando ci si aspetta che si facciano. Il dono è per me il linguaggio gestuale del cuore. Non importa il valore dello stesso importa tutto ciò che non si vede dentro la scatola aperta, la carta stracciata e il nastro spezzato. E’ l’invisibile come al solito l’essenziale. Pochi però lo capiscono. I più si fermano a valutare gli oggetti, i colori, l’utilità degli stessi. E come al solito non saranno quasi mai soddisfatti.

A me i doni piace riceverli ma quasi mai aprirli. Non mi interessa il loro contenuto bensì sono attratta da quanto quel dono viene fatto con il cuore o per semplice dovere di scambio. Non sbaglio quasi mai e quando li ricevo per dovere non li scarto per niente. Pochi sanno questa mia fissazione. Tant’è che spesso stazionano sotto l’albero fino al momento in cui questo viene smobilitato e per disperazione aperti da mia madre. Ma anche dopo aperti rimangono delle suppellettili prendi polvere che nemmeno spolvero.

Lo so sono strana ma non amo fare cose senza senso tanto meno esserne vittima. Lo scorso anno ricevetti un regalo da una persona che per l’intero anno mi aveva dato pugnalate su pugnalate. Quando mi porse la  busta colorata tra le mani, era come se mi chiedesse come mi sentissi con tutti quei buchi sanguinanti sul mio corpo e mi commiserasse. La bustina, la presi per illuderla, non l’aprii con la scusa che non era ancora Natale, non la ringraziai, per dirle cosa pensavo di quel gesto, non contraccambiai il dono. Cafona? Forse! Coerente? Sicuramente.




permalink | inviato da Dilwica il 17/12/2009 alle 16:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (63) | Versione per la stampa
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Il grande uomo

"Mantiene il suo modo di pensare indipendentemente dall'opinione pubblica.
E' tranquillo, calmo, paziente, non grida e non dispera.
Pensa con chiarezza, parla con intelligenza, vive con semplicità.
E' del futuro e non del passato.
Ha sempre tempo.
Non disprezza nessun essere umano.
Causa l'impressione dei vasti silenzi della natura: il Cielo.
Non è vanitoso.
Siccome non va in cerca di applausi, giammai si offende.
Possiede sempre più di quanto giudichi meritare.
E' sempre disposto ad imparare, persino dai bambini.
Vive nel suo proprio isolamento spirituale, laddove non giunge la lode nè la censura.
Ciononostante, il suo isolamento non è freddo: Ama - Soffre - Pensa - Comprende.
Quel che possiedi, denaro, posizione sociale, non significano nulla per lui.
Gl'importa solo quel che sei.
Disprezza la propria opinione non appena verifica di aver sbagliato.
Non rispetta usi stabiliti e venerati da spiriti taccagni.
Rispetta solo la Verità.
Ha la mente da Uomo ed il cuore da bambino.
Conosce sè stesso, tale qual è, e conosce DIO."

(C. Charuri)

Qualcuno disse:

"Solo due cose sono infinite:l'universo e la stupidità umana e non sono sicuro della prima" (Albert Einstein)
"Chi non comprende il tuo silenzio probabilmente non capirà nemmeno le tue parole" (Ebert Hubbart)

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