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Dilwica
una cacciatrice di anime uniche


Diario


28 giugno 2006

Quel giorno fuori dal blog...VIII Mesca.



Conoscere tante belle persone è una grande fortuna.

Ma scoprire che ti sono lontane e che non puoi condividere nulla o poco con loro nella quotidianità di ogni giorno, lacera di brutto. Specie se ti guardi intorno e scopri che chi ti circonda non è in grado di trasmetterti nemmeno l’infinitesima parte di quello che in poche ore questi altri ti hanno saputo dare. Fosse solo per uno sguardo, una voce calda e soave, un sorriso, una carezza, un imbarazzo.

Ogni esperienza straordinaria cela una contropartita. Dilwica gioisce ma Alessia….non so.

Il video ti protegge dall’imbarazzo ma anche dal turbamento.

E’ stato il mio primo Mesca e non sarà l’ultimo. Vivere pienamente significa anche accettare che si potrebbe stare meglio ma che non si può sempre avere tutto.




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26 giugno 2006

E fu così che andò.....

    
Nel mentre il treno scivolava veloce verso Roma la mia mente tornava continuamente a Milano. La giornata era finita, ma non volevo farmene una ragione. Troppo splendida, troppo perfetta straordinariamente unica e emozionante. Dopo un’ora  e  più di viaggio..arrivata a Bologna io stavo ancorà lì con la mente tra il binario 12 e il 13 a guardare scivolare via il treno per Venezia partito cinque minuti prima del mio, che mi portava via Alessandro….e poi,  partito anche  il mio, vedere che ero io ad essere portata via da Silvia e Rosario rimasti giù in attesa dei loro treni. (Sì uso i nomi e non i nick perché ieri non eravamo blog ma persone, non eravamo Dilwica, Mora, Corpolibero, Ofyp, ma Alessia, Alessandro, Silvia, Rosario…). Quelle partenze mi hanno lacerata, io non volevo più andarmene e separarmi da nessuno di loro. E più il treno mangiava chilometri, più io rimanevo a quelle immagini divenute indelebili nel mio cuore e ormai vissute a ritroso nel ricordo…: l’arrivo alle 11.00 a Milano: io che arrivo per prima e non trovo nessuno (ma chi stavo cercando poi?), la vista di Rossano e Ambrosia che a pelle riconosco come chi stavo cercando…uno sguardo…la domanda: Sei tu Rossano vero? Un abbraccio e l’ urlo di Ambrosia… “sei Alessia?!” Altro abbraccio…e come stai? Hai fatto buon viaggio? Andiamoci a prendere qualcosa di fresco….Quindi il tempo di una bibita, il ritorno al ritrovo e la vista degli altri arrivati nel frattempo. E qui tutto ormai è storia. Nel vederli da lontano, il cuore mi va a mille anzi no di più….due li riconosco subito: sono Mora e  Corpolibero mi avvicino e inutile aggiungere altro…è feeling immediato … il tempo di uno sguardo finalmente fuori dallo schermo e partono i baci  e gli abbracci… Poi nel mentre mi assicuravo del livello dell’ abbronzatura della mia  Morazza nonché della sua “buzza” (quale? Ah no era a mia!)  da aperitivi luuuuuunghi… ecco gli altri…che mi sfilano davanti: ciao io sono Graziana (yogurt) e io Rosario(Ofyp) e io Riccardo (Amphetamine), e io Luca (I_zgo)…e via di seguito. Sconosciuti? Ma de chè!….Io mi sentivo a casa come se con loro ci fossi cresciuta fin da piccola e ci avessi fatto tutte le scuole. L’unica sorpresa: scoprirli migliori di quello che pensavo, le loro voci calde e profonde i loro sguardi teneri , le loro mimiche facciali,  i loro sorrisi dolcissimi completavano quelle straordinarie opere d’arte che già sono.Quindi la prima separazione…tutti in metro con Ambrosia mentre  i privilegiati venuti da più lontano in macchina con Rossano. Chi erano? Non ve lo dico…provate a indovinare: uno veniva da Lignano e aveva una mucca l’altra da Roma e aveva se stessa. Chi indovina per primo vince un litro di latte parzialmente scremato della val Laurina. In realtà la scelta di Rossano è caduta su di noi in quanto aveva tutta l’intenzione di eliminare per primi noi due, facendoci entrare all’interno della più nota latrina pubblica di Milano…che a Milano chiamano garage della stazione centrale, forse aveva la speranza che i gas emessi ci facessero crollare all’istante ignaro del fatto che Friulani e Laziali storicamente c’hanno la scorza dura. Fallito il tentativo dopo 10 secondi di apnea  montiamo nel suo bolide e via per le vie di Milano, fino all’arrivo al ristorante. E qui altra grande emozione…e già perché nel mentre Rossano era dentro con il gestore (a farsi un massaggio) gli altri ancora dispersi nel metro… io e Alessandro per ammazzare il tempo avevamo creato la CGDP S.p.a. (Caccia alle gnocche di passaggio). Esempio massimo di efficienza friulana e stronzaggine laziale. La gnocca passava dinanzi ad Ale che con gesto fulmineo attirava la sua attenzione con un muggito eloquente (sì ho detto muggito), la gnocca si fermava lo guardava (scopo riuscito) per poi girarsi sbigottita al lato opposto dove la sottoscritta, abilmente mimetizzata tra due auto, l’acchiappava con la macchina fotografica….(peccato che ne è passata solo una, in mezzo a tante vecchie e in quel mentre la macchinetta non ha funzionato) ma ad un certo punto tra le vecchie ecco che passa una splendida bimba trotterellando dinanzi un uomo dalla faccia a Q con accanto una splendida donna che tutto era tranne che Liquefatta….in lei ho riconosciuto la famosa “delinquente” di nome Greta in arrivo con il suo splendido papà e la sua mamma. Altro giro di abbracci saluti e baci.  Mancava solo la frase: ma da quanto tempo è che non ci si vede….! Quindi pian piano ecco comparire la mitica Daniela (Pennyred) con il Dudi, quindi la Monica (Barbie), Massimiliano (Guardiano) che visto che eravamo già a tavola ci ha portato pure due birre su richiesta di Ofyp, Vito (Paperaino) e infine la Sashka con il famoso fidanzo e mignon (o mignòn) della sua pasticceria. Assente ingiustificata: Mia con il Suo…presente solo telefonicamente e Napolino anche lui via cavo dal mare. Le ore sono volate…dopo quattro ore di seduta al ristorante e niente bomboniere, ventilatori rubati a ogni tavolo per il gran caldo (ma non vi dico da chi), camerieri disperati da un muggire continuo proveniente da una piccola scatola tonda di proprietà di (…) .bolle di sapone sparate abilmente da (…) che si infrangevano nei piatti dei vicini di tavolo…gare di aperitivi promosse da (…) penniche varie fatte da (…) episodi del tipo: location: bar del ristorante, Liquefatta,  verso Mora: “scusa potresti guardarmi un attimo Greta nel mentre sono in bagno?” Risposta con aperitivo in mano in stato estatico: “Sì Sì tranquilla ci penso io…”e una frazione di secondo dopo risentirlo nel mentre alla sottoscritta chiede “Mh, Alessia hai forse mica visto Greta? Risposta: “Greta? Ma non la dovevi guardare tu” “Si ma me la sono persa” Azz. Sbiancamento immediato e via alla caccia al tesoro (Greta)…fortunatamente vinta da Ofyp che esperto in materia la trova tra le braccia del suo papino….infine la conta dei soldi che non tornava, fatta tornare poi dalla contabile del gruppo: Ambrosia…e quindi via verso il….. parco Sempione. Qui bivacco assoluto per tutti tranne che per due (tana per Ofyp e Corpolibero)  che se lo sono girato tutto in lungo e largo con il preciso scopo di rubare un pallone a qualche innocente creatura, poi comprato. Quindi partita a pallone, pallavolo, granite varie, flessioni e puntura di ape al povero Rossano ormai atterito. Tutto questo fino alle 18.30 ora di ritorno in stazione per chi aveva il treno alle 19…..ossia 5 aspiranti kamikaze ignari di esserlo che  irretiti da Rossano (vetro) salgono sulla sua auto. La formazione era questa: alla guida: Rossano (Vetro), accanto: Alessandro (Mora76) dietro: Rosario (Ofyp), Ambrosia (Jericho), la sottoscritta e Silvia (Corpolibero): totale 6.  Si parte a tavoletta con sgommata dinanzi gruppo di poliziotti in assetto da guerra,  Jericho costretta a immediata  fellazio verso Ofyp nel mentre costui parla del più e del meno con la sottoscritta…tanto per fare i vaghi e far credere di esser 5. (Operazione ripetuta per ogni volante incontrata). Quindi via per Milano a tavoletta  contromano passando con il rosso, tagliando la strada a due tram, raddrizzando tutte le curve e facendo lo slalom tra i pedoni con tentativo di sfondamento del Pirellone per recuperare 2 minuti, insomma in 10 minuti esatti eravamo in stazione (manco nei giochini di Mora76 ci si riesce). In una botta il cannocchiale ha rischiato di perdere 6 blog e 6 blogger si stavano accingendo a finire il Mesca al fresco al gabbio di Milano…con 1000 punti in meno su ogni patente. Ma non è stato questo il finale. Il finale sono stati gli abbracci con Rossano e con Ambrosia. E la corsa ai binari degli ultimi 4. Il biglietto di Silvia che non usciva dalla macchinetta, il tempo che scandiva i minuti peggio di Cenerentola,  i treni, fortunatamente affiancati quello per Venezia e per Roma, che già avevano acceso i motori… e …il crocchio dei quattro, gli sguardi infiniti, i capotreni che stavano per fischiare, tutti che volevano allungare i secondi allo stremo…quindi baci e abbracci infiniti…finivamo il giro e ricominciavamo…ultimo sguardo emozione a mille, palpitazioni…nessuno voleva lasciare nessuno. La frase finale è di Alessandro: “ Ok ora che si fa…cominciamo a piangere…beh ditemelo che spingo il pulsante per le lacrime…” risata liberatrice…l’ultimo fischio del treno per Venezia ancora ultimo saluto, poi il fischio di quello per Roma…le strade si separano ma non i cuori, non le emozioni, non le lacrime, non l’affetto, non l’amicizia …ormai nulla sarà come prima…e già mi mancate un casino.




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23 giugno 2006

Alessia in arte Dilwica....c'è



Dopo una settimana vissuta  sui petali di una margherita…..vado, non vado, posso, non posso…..alla fine  la scelta è stata fatta sul filo dell’emozione.  Non potevo fare scelta differente. Ho sentito che avevo bisogno di uscire …di bucare questo schermo LCD che al contempo, mi apre il mondo e mi  ghettizza dentro dei pixel. Il mio spirito libero si è ribellato ancora una volta…Dilwica è così non si accontenta mai e ha deciso di uscire allo scoperto. Come andrà chi lo sa, ma non importa ogni aspettativa la lascerò sul binario della stazione Termini domenica mattina prestissimo. La partita comincerà appena scenderò qualche ora più tardi a Milano centrale. Lì sceglierò se palla o campo. Quando tornerò a Termini riprenderò le aspettative lasciate o forse le getterò sotto il treno non lo so dipenderà da come sarà andata. Molti già si conoscono tra loro, io conosco solo me stessa e con me stessa andrò. Il pensiero mi rende molto nervosa, ma ho scoperto di non essere la sola  a stare così e questo mi rincuora. Un nervosismo dato solo dalla paura della mia reazione. Come reagirò quando guarderò finalmente negli occhi quelle persone che conosco solo attraverso delle parole che mi scrivono, e le loro voci i loro accenti che effetto mi faranno? Arriverò lì con l’illusione di trovare amici di sempre, ma troverò persone che di fatto non conosco. Questa è la realtà.  Mi presenterò come mi presento in genere a uno sconosciuto con la differenza però che questi “sconosciuti” già sanno di me, delle mie storie, della mia anima. E’ come se mi presentassi nuda, con l’imbarazzo che ne verrebbe se fosse davvero così…una nudità, quella dell’anima che forse imbarazza più di quella fisica. Forse li deluderò tutti e poi non mi frequenteranno più nemmeno via blog….della serie “chi la conosce la evita”. Non ho mai amato i rimpianti per questo la mia riluttanza iniziale si è trasformata in gioia quando ho deciso di andare e ora in ansia di partire. Non sto nella pelle…mi immagino già all’appuntamento e me li vedo schierati lì ad aspettare…sorridenti, imbarazzati nel mentre parlottano tra di loro. Di molti non conosco nemmeno il volto, di altri nemmeno il blog. E io che farò? Non so…so solo che il cuore mi batterà all’impazzata, nel mentre guardandoli cercherò la forza e la voce di presentarmi e dire chi sono. Nessuno mi riconoscerà lo so, ne sono certa e se qualcuno mi sorriderà..vi avverto potrei mettermi a piangere….ma ogni lasciata è persa.

MESCA  DILWICA STA ARRIVANDO…..

 




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20 giugno 2006

Amiche...di altri tempi.

    Non sono mai riuscita a capire quali siano le dinamiche che si innescano quando due persone amiche per la pelle, senza liti di sorta, un bel giorno decidano di allontanarsi per sempre. Quante ragazzine vedo in giro che sembrano inseparabili e che per certi versi lo sono. Eppure un giorno quasi certamente se si incontreranno per caso, dopo mesi di silenzio, faranno finta di non conoscersi senza nemmeno sapere perché. E’ successo anche a me e ancora non riesco a darmene una spiegazione valida. E’ vero che crescendo cambiano gli obiettivi personali e si prendono strade differenti ma perché rimanere imbarazzati al punto di non salutarsi quando ci si rincontra per caso? Quando un tempo si è dormito insieme e si sono condivise tante mattate? Cosa scatta nell’animo umano in quelle circostanze? Non lo so! So solo che è una stupidata far finta di nulla e di certo è un’occasione unica perduta forse per sempre. Ieri ho incontrato L. per strada: faccia a faccia dopo 10 anni. Mi ha riconosciuta e d’istinto si è girata dalla parte opposta facendo finta di non vedermi. Mi sono fermata  le ho semibloccato il passaggio, l’ho guardata dritta negli occhi e le ho detto: “ciao come stai?” Non mi ha risposto, ha aumentato il passo… e a malapena mi è sembrato di sentire un “ciao” di rimando. Se ne è andata, forse la rivedrò fra altri 10 anni o forse mai più visto che abitiamo ormai lontane.
L. era la mia amica del cuore. Siamo cresciute insieme e ci volevamo un bene dell’anima.

Chiamavo zia sua zia e lei chiamava zia la mia, eravamo come sorelle. Da piccola non capivo dove finisse la sua famiglia e dove iniziasse la mia, era un tutt’uno. Mia nonna era amica di sua nonna, mia madre della sua, mio padre del suo, mia zia della sua.  Ho condiviso gioie e dolori con lei. Non ricordo quando la conobbi, perchè quando cominciai ad avere cognizione della vita lei c’era già, ricordo bene invece quando ci allontanammo senza motivo e per sempre: il giorno dopo del mio 22 esimo compleanno. La sua ultima presenza si attesta a quel compleanno. Non ci fu nessuna lite ma nessuna chiamò l’altra per chiedere chiarimenti. Finì che io aspettavo che mi chiamasse lei e lei che lo facessi io. Non ci siamo mai più sentite.  E pensare che da piccole c’eravamo fatta una promessa: quella di non separarci mai. E poiché da grandi “ci si sposa” avevamo valutato di sposarci insieme e di vivere insieme con i rispettivi consorti in una casa unica… Che bambine! Abbiamo fatto anche le prove pre primo bacio insieme per imparare come si facesse e evitare figuracce (madò che schifo).
 
Rubavamo pure la carta dal negozio del padre per farci le tette finte per poi  fare le vamp e provare a rimorchiare i maschi della nostra banda, i quali  avevano come unico interesse quello di cacciare le lucertole e sotterrarle vive…o di usarci come bersagli con la cerbottana; tette di carta che puntualmente perdevamo per strada ma che raccolte erano utili per tirargliele contro usando l’elastico per saltare a mo’ di fionda…ricordo con tenerezza quando con una tettata bolide gli feci uscire il sangue dal naso a Stefano e spaventai Giancarlo che scappò a piangere dalla mamma… Insomma ne abbiamo combinate di cotte e di crude.
 
Abbiamo trascorso 22 anni della nostra vita insieme e un bel giorno di punto in bianco non ci siamo conosciute più.  L’unica cosa che tramite terzi ho saputo è che nel frattempo ha perso il papà e che due anni fa si è sposata e ha avuto un figlio….ecco se si fosse fermata le avrei chiesto proprio questo: “perché hai rotto la nostra promessa? Vabbuò fa niente…dammi il mignolo della tua mano destra incrocialo al mio e ripetiamo la nostra formula magica: “Mannaggia il diavoletto che ci ha fatto litigà pace pace e libertà 1,2,3”….Ma …lei non si è fermata. Ciao L. alla prossima vè.

1°  foto: L. e io a 5 anni
2° foto: Io e L. a 8 anni
3° foto: L. e io a 16 anni


 




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17 giugno 2006

La posizione a diamante…

Non le compro mai, ma quando ho tra le mani delle riviste di gossip e/o di tendenza non faccio che ridere. Mi divertono un mondo perché il carico di stronzate che trasmettono è tale che non si può non ridere nel leggerle. Beh oggi, visto che finalmente sono riuscita ad andare al mare, ho deciso di comprarne una tanto per passare il tempo e poiché non l’avevo mai letto ho scelto Cosmopolitan che aveva in omaggio Men’s Health. Erano accoppiate pertanto ho presunto che l’editore fosse lo stesso e pertanto mi incuriosiva vedere, in base ai consigli dati alle femminucce e quelli dati ai maschietti, che grado di coerenza avessero. Già dai titoli facevano ridere entrambe ma anche piangere per certi versi. Ridere perché su quello femminile c’era il seguente titolo: Sesso: Chiedimi se sono felice. Quello maschile invece rispondeva: Sexy: tutte le posizioni da provare quest’estate. Beh inutile dirlo, lascio quello femminile al mio amico e gli frego il suo correndo a leggere ste nuove posizioni…nella speranza di trovarne una che possa “rendere felice” …insomma meglio essere informate visto che l’estate è alle porte… tra le proposte mi colpisce questa:

Posizione: Il diamante (mh…e cche sarà mai sto diamante….penso)  

Difficoltà: su 10 è segnalata come 8 (Uff se fatica troppo mesà…vabbuò andiamo avanti)

Descrizione pratica: (per lui): Sdraiati a pancia in su con le gambe chiuse e distese (mh..e il resto?), poi falla accovacciare su di te ma, invece di farla procedere con il solito movimento a stantuffo (e qui precisano che è su e giù…Ahhhh!), chiedile di disegnare con il bacino un diamante (Eh? E come cazzo si disegna un diamante io non sono capace di disegnarlo sulla carta…) ma poi spiega meglio: andando prima in avanti, poi a sinistra, quindi indietro, e infine a destra (azz…e se mi sbaglio e andassi prima a destra? Dove arriverò mai? Mah. Mi segnerò tutto su una mano come ai compiti in classe di matematica) a questo punto sincronizzati con lei e accompagnala con il movimento del tuo bacino (ecco ricordati che la sinistra mia è la tua destra sennò so cazzi…). E lei, visto che ha le mani libere, pochi secondi (mi devo fornire di cronometro?) prima del tuo orgasmo può premere sulla tua zona perianale, (e qui precisano cosa sia) una pallina grande come un’albicocca dietro i testicoli. Raddoppierà il piacere.

La cosa però più divertente è che secondo i redattori di Men’s Health sto diamante lo si potrebbe fare non con una compagna decennale che oramai disperata le prova tutte e si è pure disegnata sulle pareti della camera tutte le istruzioni per eseguire al top ogni tipo di prestazione…ma con l’ultima conquista fatta al bar…durante un aperitivo. Ecco maschietti date retta a Dilwica vostra…se aveste l’insana voglia di chiedere alla bella fanciulla appena conosciuta nel mentre vi sta sopra: “potresti disegnarmi un diamante a partire da sinistra e premermi l’albicocca che ho tra le palle….” Fatelo pure…ma dopo evitate di chiederle: “ti ho reso felice vero?” anche se vi chiede di chiederglielo..come consiglia Cosmopolitan…..




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14 giugno 2006

“Un amore di bagno”….Ma vaffanculo!

    E’ lo slogan pubblicitario che impera in tutta Roma fatto da uno dei negozi di materiali per la casa apparentemente più fornito, un negozio che si firma  con il numero civico di una delle vie in cui è situato. 
    Ecco…se avete voglia di perdere tempo, spendere il doppio e soprattutto essere presi per il culo è il negozio che fa per voi. A Roma ce ne sono tre e tutti e tre fornitissimi di consulenti vestiti da persone serie e qualificate educati a fregarti nel miglior modo possibile. Tu entri loro ti fanno un sorriso smagliante ti accolgono con mille onori e si impegnano a volerti far credere che solo te stavano aspettando in quel momento. E è vero! Aspettavano solo te per incularti a dovere. Entrare lì è come entrare in una caverna piena di sanguisughe a digiuno da secoli. Sono formati a credere che ogni essere umano che entra lì dentro sia un minus habens lobotizzato da manipolare a loro piacimento dimenticando che, benché il tasso di alfabetizzazione in Italia sia in ribasso, esiste gente ancora in grado di ragionare con la propria testa, di informarsi  e in grado di scegliere secondo il proprio buon gusto e non di quello del “consulente”. Talmente sicuri di se e della loro potenza commerciale si permettono anche di trattare i clienti con sufficienza dimentichi che il loro stipendio e il loro lavoro dipende proprio da quei clienti dementi che gli danno retta. Cari consulenti della D.A. (che se fossi io D.A. vi manderei tutti a casa a calci nel culo) ricordatevi che il tempo è una risorsa preziosa e che i clienti non sono nati per aspettare i vostri comodi e soprattutto le vostre prese per il culo.

     Ora, la logica impone che se una persona debba ristrutturare un bagno o una cucina o quello che gli pare decida di suo, di come rifare la stanza in questione e che tipo di materiali mettere scegliendoli in base ai propri gusti e al proprio budget. Pertanto una persona normale se va in un negozio del genere, guarda prima i materiali esposti, sceglie quelli che gli piacciono e poi semmai va dal “consulente” di turno e si fa dire i prezzi i pregi e i difetti del materiale avvistato: ossia si fa fare un preventivo. Alla D.A. non funziona così. Tu devi prenotarti appena arrivi, aspettare i comodi del consulente in un comodo divano che, se sei fortunato arriva dopo due ore, e subirti il giro cultu-commerciale di tutto il negozio. Inutile dirgli che il tuo cesso è in tutto 4X4 e che vuoi una doccia… perchè lui ti deve elencare comunque tutte le qualità dell’ultimo modello della vasca Jacuzzi larga 6X6. Il loro obiettivo è prendere per stanchezza il cliente sperando che questo alla fine ne compri magari una 8X8 perché più spaziosa, dimenticando che il suo monolocale non è la villa di Briatore.

    Questi emeriti signori mi hanno fatto perdere una giornata nell’attenderli solo per chiedergli il prezzo di due mattonelle. Un’ora l’ho persa da sola per scovare nel fornitissimo negozio le uniche due piastrelle vagamente interessanti, e un’ora per attendere il consulente che mi facesse un preventivo di 10 minuti. Preventivo mai fatto in quando sono andata via imbufalita quando mi sono accorta che, poiché era ora di pranzo e nonostante il negozio facesse orario continuato, tutti i 18 consulenti se ne erano andati a pranzo placidamente, e che l’unico arrivato dopo il pranzo ha servito i suoi amici arrivati e prenotatesi un’ora dopo di me, dicendomi candidamente che erano prima e ribadendomi che in fondo era solo un’ora che aspettavo. Ah è solo un’ora che sto aspettando? Bene allora ora aspettami tu per un’intera vita perché lì dentro alla sottoscritta non la rivedrai più. Contento? Consulente di merda della D.A.!  e i miei soldini sul tuo stipendiuccio meno ancora. Tzé. Altro che “un amore di bagno” un cesso di stronzi piuttosto.

  PS: Scusate il turpiloquio amici blogger oggi Dilwica punge de brutto…mh. Ma con voi sarà dolce come il miele….ma se tra di voi si cela un consulente D.A. allora che andasse affanculo di cuore! J




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12 giugno 2006

A lui.....

Mi hai sempre fatto pesare il fatto di non essere come il modello che impera. Non sei mai riuscito a superare i pregiudizi che hai su di me, non ti sei mai sforzato di volermi conoscere per quello che sono veramente bensì hai preferito fermarti sulla linea di confine dell’esteriorità. Le tue scelte, i tuoi giudizi, nel tempo mi hanno mortificata, ferita, lacerata. E continuano a farlo. La tua indifferenza mi ha distrutto a poco a poco, e goccia dopo goccia…ha annullato la mia femminilità…mi ha fatto ingoiare delusioni su delusioni. Sei riuscito a strapparmi il cuore pezzetto dopo pezzetto fino a farmi credere che per me questa situazione fosse l’unica, fosse la “normalità”. Perché non potevo e non posso pretendere di più. Mi hai deriso e continui a farlo attribuendomi colpa di come sono solo perché non posso essere diversa. E’ così difficile accettarmi così come sono e rispettarmi per quello che sono? A me basta solo questo. Con me non devi essere nessun altro che te stesso, con i tuoi limiti, le tue paure, le tue insicurezze. Non devi metterti in tiro per impressionarmi, non devi fare il figo vincente a tutti i costi, non devi nemmeno esibire macchine lussuose, non devi comprarmi gioielli costosi e offrirmi cene al Grand Hotel. Se poi volessi regalarmi un fiore… una margherita di prato appena colta donata con il cuore e con un sorriso basterebbe per farmi la donna più felice del mondo. Ma non lo hai mai capito. Continui a non capirlo e chissà se lo capirai mai. Mi manca il tuo caldo abbraccio, il tuo sorriso, le tue coccole, i tuoi baci, il tuo sguardo, le tue parole sussurrate, i tuoi dispettucci, il ritmo del tuo cuore, il tuo respiro…..il tuo farmi sentire unica.
Dove sei? Io sempre qui!  
E ora.......Sipario.




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9 giugno 2006

Vampiri promozionali...

Vivo sotto assedio….ne ho preso coscienza ieri. Avevo dimenticato di comprare il pane e decido di fare un “salto” al supermercato nel mentre tornavo a casa. L’intenzione era di fare tutto velocemente quindi. …entro nel parcheggio contromano, parcheggio come tutte le donne (ossia trasversalmente rispetto le linee tracciate,  prendendo 3 posti anziché uno per poi  semibloccare pure l’unica auto presente) e entro alla velocità di una Ferrari dentro il Supermarket. Conscia del fatto che il banco del pane è posto esattamente all’opposto dell’entrata e avendo provato inutilmente ad entrare dall’uscita scavalcando le casse….serenamente comincio a percorrere il dedalo degli stands. Conto di farcela in 1 minuto esatto…ma mi sbagliavo.  Nemmeno finisco il primo corridoio che il primo vampiro commerciale mi aggancia all’altezza dei latticini: “Signora se prende due litri di latte ha uno yoghurt in omaggio” con un sorriso declino l’offerta dicendole che non mi serve e provo a procedere…ma il vampiro non cede e incalza: “Signora….se invece ne prende quattro ha oltre lo yoghurt anche una tazza di queste… il latte serve sempre a casa specie per chi ha bambini…” Eh? La guardo con fare interrogativo e imbufalita…e nel mentre dentro di me cominciavano a scorrere i seguenti titoli di coda che dicevano….(già mi fai incazzare perché mi chiami signora facendomi sentire mia nonna, ma poi mi spieghi cosa diamine ci faccio con quattro litri di latte? Mi hai forse preso per Poppea? E i bambini poi…dove li vedi? Mi vedi forse con un passeggino doppio con due gemelli sopra?)….con fortissimo self control e sorriso smagliante le ribadisco che non mi serviva. Quindi procedo….ma girato l’angolo al reparto ortaggi, il secondo vampiro mi si avventa sopra…. “ Signora (ancora!) con due pacchi di insalata (odio le verdure..) della Bottega dell’ortolano…avrà questa coloratissima zuppiera (ma che schifo è?).se poi prende anche due confezioni della zuppa ai cereali gia pronta (piuttosto li vado a zappare) le diamo questo simpatico coccetto(tienitelo tu)” declino di nuovo e con lo sguardo disperato cerco di scorgere in lontananza il banco del pane…..ma ahinoi …altri vampiri mi attendevano. Con uno ho assaggiato il caffè, con un altro ho mangiato il formaggio, con un altro ancora ho assaggiato non so che intruglio di salsa….tutto pur di togliermeli di dosso e dicendo a tutti “no grazie” COME VE LO DEVO DIRE CHE MI SERVE SOLO IL PANE! . L’arrivo al banco del pane l’ho vissuto come se avessi  trovato finalmente la mia anima gemella…felice scelgo la pagnotta più croccante e i panini più morbidosi e gioiosa mi dirigo alla cassa e pago ma non faccio in tempo a tirare fuori  le chiavi della macchina….che un ultimo vampiro mi bracca e mi dice sorridente: “Signora (mo ti ammazzo) le interessa fare un test anticellulite gratuito e senza impegno (azz i pantaloni chiari e stretti non li metto più…) si fa con il laser e stabilisce la gravità della situazione e….” Non lo lascio finire e esausta gli rispondo tra l’isterico e la folle: “Magari servisse il laser per vedere la mia cellulite….il problema è che si vede così bene ad occhio nudo che se mi mettessi in bikini sulla riviera Tirrenica, di riflesso si svuoterebbe anche la riviera Adriatica a causa dell’inquinamento estetico da me prodotto” ….e il vampiro di rimando…: “appunto il laser serve per eliminarla….” “ Ok lo compro…..a patto che dopo il trattamento verrai al mare con me e mi presenterai a tutti i tuoi amici come la tua nuova ragazza strafiga”. Non ha più insistito….chissà perché. Mah. …




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Il grande uomo

"Mantiene il suo modo di pensare indipendentemente dall'opinione pubblica.
E' tranquillo, calmo, paziente, non grida e non dispera.
Pensa con chiarezza, parla con intelligenza, vive con semplicità.
E' del futuro e non del passato.
Ha sempre tempo.
Non disprezza nessun essere umano.
Causa l'impressione dei vasti silenzi della natura: il Cielo.
Non è vanitoso.
Siccome non va in cerca di applausi, giammai si offende.
Possiede sempre più di quanto giudichi meritare.
E' sempre disposto ad imparare, persino dai bambini.
Vive nel suo proprio isolamento spirituale, laddove non giunge la lode nè la censura.
Ciononostante, il suo isolamento non è freddo: Ama - Soffre - Pensa - Comprende.
Quel che possiedi, denaro, posizione sociale, non significano nulla per lui.
Gl'importa solo quel che sei.
Disprezza la propria opinione non appena verifica di aver sbagliato.
Non rispetta usi stabiliti e venerati da spiriti taccagni.
Rispetta solo la Verità.
Ha la mente da Uomo ed il cuore da bambino.
Conosce sè stesso, tale qual è, e conosce DIO."

(C. Charuri)

Qualcuno disse:

"Solo due cose sono infinite:l'universo e la stupidità umana e non sono sicuro della prima" (Albert Einstein)
"Chi non comprende il tuo silenzio probabilmente non capirà nemmeno le tue parole" (Ebert Hubbart)

Io c'ero 1...

Io c'ero 2...

 

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