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Amiche

Eheheheh per chi pensava che fosse sparita
...Dilwica è tornata........



        L’altra notte ho sognato la mia amica del cuore, colei con la quale sono cresciuta e che ho perso di vista circa vent’anni fa. Da quando sono tornata a vivere nel mio quartiere originario, lei non l’ho più incontrata ma so dalla zia, che invece incrocio spesso, che ha due bambini meravigliosi e abita dove siamo cresciute a pochi isolati da me. Nel sogno appunto ci rincontravamo e mi facevo dare il suo numero per rivederci, ma ogni volta che componevo il numero nessuno rispondeva.

       Tornata alla realtà non ho avuto alcun desiderio di cercarla, perché conscia di cercare solo un ricordo e non una persona reale, non siamo più quelle di un tempo e se per tutto questo tempo nessuna delle due ha sentito il desiderio di ritrovarsi è perché di fatto non ne abbiamo voglia. Se c’è un desiderio è solo quello di sapere che vita stiamo facendo ora, che successi abbiamo avuto o che insuccessi abbiamo subito, quanti figli abbiamo ecc ecc. In breve il classico motivo che spinge le persone a cercarsi su face book e a non incontrarsi mai se non lì.

    Il suo ricordo però mi ha portato a ricordarmi anche di altre ex amiche, venute molto tempo dopo di lei la cui conoscenza si è esaurita nel giro di alcuni anni, chi più chi meno. C’è l’ex amica di viaggi, l’ex amica di università, l’ex amica di quartiere, l’ex amica del mare, l’ex amica di volontariato, l’ex amica di corso e via dicendo. In una vita popolata da tante persone è normale che ci siano tanti ex e tanti nuovi è la vita che è fatta così di incontri e di scontri ed è inevitabile dover scegliere ciò che è meglio per noi durante il corso degli anni.

    Ogni persona però lascia comunque il segno su di noi e che sia positivo o negativo è comunque una firma indelebile, una specie di tatuaggio che rimane nel tempo anche se perde il colore.

    Inevitabilmente dal sogno il passaggio alla riflessione su chi, delle tante persone che oggi non frequento più, mi manca un po’ più delle altre è stato molto breve; e mi sono sorpresa a dover costatare che se di alcune mi manca giusto una piccola parte infinitesimale di molte altre mi manca il nulla più assoluto perché rappresentanti del vuoto totale nonché dell’inconsistenza dell’essere; e cercare di riempirsi la vita con il niente è un triste ossimoro in cui mi sono erroneamente imbattuta.

Capita.

Pubblicato il 8/6/2013 alle 18.56 nella rubrica Diario.

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